Emily Blunt

-Podcast- Ep.3 – Emily Blunt: la voce che ha trovato spazio sul palco, e poi nella vita

In questo episodio incontriamo una voce che, prima di essere famosa, ha dovuto imparare a convivere con i propri blocchi. Una voce che ha cercato spazio, ritmo, respiro. Una voce che ha scoperto modi inattesi per esistere quando parlare sembrava impossibile.

Emily Blunt è oggi un volto internazionale, ma la sua relazione con la balbuzie nasce molto prima: nell’infanzia, nelle prime frasi spezzate, nelle risate dei compagni, negli sguardi che non capivano. È una storia fatta di tentativi, inciampi, tentativi di cura che non funzionano, e di un momento preciso in cui una porta si apre e la voce trova un varco. Non una guarigione, ma una possibilità.

L’episodio descrive anche come alcune condizioni possano favorire la fluenza nelle persone che balbettano e perché il cervello, in determinate situazioni, sembra “trovare un altro binario”. Parlo anche del rapporto tra balbuzie e telefono, tema riconosciuto da moltissime persone che convivono come me con la balbuzie: la mancanza del volto dell’altro, l’attesa, il silenzio che amplifica tutto.

Emily Blunt negli anni è diventata un personaggio pubblico di riferimento nel raccontare la balbuzie: sostiene bambini e famiglie attraverso il suo lavoro come testimonial per , contribuendo a combattere lo stigma. Non ha mai nascosto la propria esperienza, Emily: l’ha trasformata in una risorsa, in un gesto politico, in un atto di gentilezza verso chi vive le stesse difficoltà.

Questo episodio non è la storia della sua “guarigione”, perché la balbuzie non è un mostro da uccidere. È la storia di una convivenza. Di una voce che ha trovato spazio prima sul palco, e poi nella vita.

Io balbetto, quindi io parlo.
E lei recita, quindi esiste.

Balbuzie. Storie di voci, a loro modo perfette
Scrittura e voce: Gio Arcuri
Revisione: Silvia Monti